Ago 052014
 

riSANNIAMOCI
mostra fotografica

12-18 agosto 2014 – salone municipale Arpaise


Il territorio sannita ha un patrimonio storico, artistico e paesaggistico inestimabile ed è stato per secoli una regione vocata alla pastorizia, all’agricoltura d’eccellenza, all’artigianato, al turismo rurale e storico…eppure oggi è costantemente minacciato da speculazioni economiche. Le ultime “armi” degli speculatori sono le energie “rinnovabili”, un campo ancora vergine dove poter attingere “ricchezza” a scapito di aree rurali (le prede) che grazie ad alcune peculiarità uniche e tipiche, solo qualche anno prima avevano rappresentato il movente principale per il rilancio dell’economia delle “aree depresse”, attraverso i FESR (Fondi Europei per lo Sviluppo Rurale) conformemente agli obiettivi e al quadro strategico della politica comunitaria. Molto spesso le multinazionali accedono ai finanziamenti che lo stato mette a disposizione (prelevando i soldi dalle nostre bollette) per la realizzazione di un’opera che non produrrà la ricchezza sperata… ed è solo l’esistenza di questi fondi pubblici che le induce a “darsi da fare” per stendere i propri tentacoli su quante più aree possibili! Se non esistessero questi incentivi, a nessuno verrebbe in mente di “investire in proprio”! Spesso poi cerriSANNIAMOCI_volantino900pxte fonti “rinnovabili” destano qualche perplessità: l’energia prodotta da “termovalorizzazione”, ovvero da incenerimento dei rifiuti, è considerata rinnovabile solo in Italia (in violazione delle direttive europee in materia)! Questa energia viene poi venduta al gestore ad un prezzo lievitato. Centrali a turbogas, campi eolici di dimensioni sproporzionate in relazione al territorio, trivellazioni petrolifere, elettrodotti ad alta capacità, sono solo alcune delle minacce che incombono sul Sannio e sull’Irpinia. Il nostro territorio è stato letteralmente assaltato da aziende senza scrupoli, avide dei finanziamenti messi a disposizione dallo stato italiano, nonostante la vergognosa assenza di Piani Energetici Regionali necessari per una corretta pianificazione energetica del territorio, che prevede di norma anche la sostenibilità ambientale. Questi “assalti” vengono inoltre catalizzati da amministratori comunali che si accontentano di un obolo per risanare i buchi di bilancio creati dalle proprie cattive gestioni. Molte di queste opere non solo non producono l’energia desiderata, ma sono anche rischiose per la salute e l’ambiente: sversamenti di percolati, emissioni di fumi e di polveri sottili, immissione nel suolo di sostanze chimiche inquinanti per l’estrazione del petrolio, enormi pali di ferro e cemento infissi in profondità sui crinali delle montagne a sostegno di tralicci e gigantesche pale eoliche, elettrosmog, rumori molesti e non per ultimo, notevole impatto ambientale. Tutto questo a danno dell’uomo, della fauna, della vegetazione, dell’aria, dell’acqua, insomma della vita. Un sano ambientalismo non è contrario a priori a tutto, ma gli effetti negativi andrebbero valutati preliminarmente e seriamente, per poi procedere nel rispetto del “bene comune”. Tutti i progetti presentati nel nostro territorio presentano uno o più di questi effetti nocivi. Il Sannio poi ha già una produzione elevata di energia ed è molto superiore al consumo locale e dunque questo “accanimento sul territorio” è sinceramente incomprensibile. La soluzione unica al problema energia non esiste, ma certamente non siamo nella giusta direzione. Si parla pochissimo di risparmio ed efficientamento energetico perché non conviene ai produttori di energia. Non si parla di cambiamenti dello stile di vita…ma non possiamo più permetterci un tenore di vita “insostenibile”. Consumare meno, riciclare, non sprecare, insieme alle “vere” fonti ecologiche costituirebbero senz’altro un buon inizio. Le nostre colline dovrebbero produrre (e in parte lo fanno) “altre” ricchezze: agricoltura biologica e biodinamica, turismo sostenibile, accoglienza, vita rurale. Non abbiamo nulla da invidiare a regioni che vivono di tale economia.

riSANNIAMOCI è una mostra fotografica itinerante.
Chiunque voglia esporre le foto può contattarci.

 Posted by at 16:59
Ago 022013
 

Un percorso di turismo rurale.

Mostra fotografica 8-18 Agosto 2013. Salone del Municipio Arpaise (BN)

“Non abbiamo ereditato il mondo dai nostri padri, l’abbiamo preso in prestito dai nostri figli”.
(Proverbio Masai)

percorsovitarurale
La mia generazione sta vivendo un momento di cambiamento. Un cambiamento che guarda in avanti ma che cerca di recuperare molto dal passato. È un percorso a ritroso, un passo “indietro”. Per anni abbiamo vissuto nell’idea che l’industria, la “cementificazione”, la velocità fossero chiari segni di progresso e di benessere. Abbiamo creduto che per essere felici bisognava essere ricchi, produrre reddito, lavorare tanto anche se questo voleva dire non avere tempo per curare le proprie passioni e le persone che amiamo. In nome di questo presunto progresso, di questa sbagliata concezione della  modernità abbiamo fatto danni irreparabili ai nostri  territori, irrispettosi di chi sarebbe venuto dopo di noi. Oggi si sta lentamente  prendendo coscienza che tutto quello che abbiamo buttato via in questi anni va recuperato e pure in fretta. Lentamente c’è un ritorno alla vita rurale, alle radici culturali e sociali dei nostri territori, quelle che un tempo ci procuravano vergogna e imbarazzo. Si riscopre il vivere lento, il piacere di camminare in campagna solo per osservare e sentire gli odori; si ritrova la voglia di fare quattro chiacchiere tra amici e magari non limitarsi a “chattare”; si comincia a pensare che si può vivere degnamente con poco. Accontentarsi di essere un piccolo artigiano e non un grande imprenditore. C’è una riscoperta dell’agricoltura biologica, dei cibi sani e delle tradizioni. Stiamo assistendo a una presa di coscienza che il modo di vivere improntato allo sfruttamento e alla produttività esasperata non poteva e non può andare avanti a lungo.
Il territorio di Arpaise si presta bene a questo cambiamento di rotta in virtù del quasi nullo sviluppo industriale, della scarsa antropizzazione, del persistente rapporto di socializzazione tra le persone, che qui non si è mai perso.
Girando per le mulattiere e i boschi del paese si possono ancora osservare animaletti selvatici, scoprire orchidee selvatiche, raccogliere funghi, erbe spontanee, frutti di bosco, ecc. Nel paese vivono molto più persone anziane che giovani ma questo non deve essere visto come un fatto negativo: essi sono la nostra memoria storica, sono coloro che devono tramandarci le tradizioni, quelli che ci hanno prestato il pianeta che dovremo restituire ai nostri successori.
Questa raccolta di foto mostra vari angoli del territorio, vari momenti. Pezzi di natura, di storia, di religione, di tradizioni, visti con un occhio diverso, un po’ più attento, più predisposto a percepire la bellezza semplice e grandiosa della natura. Un invito a percorrere i sentieri del paese e soprattutto ad “aprire gli occhi”, perchè solo uno sguardo attento può vedere la bellezza nella semplicità della vita rurale.
                                                                                                                                          Giulio Martino

Tutte le opere sono state realizzate con sistemi digitali e stampati con inchiostri a pigmenti in modalità Fine Art su supporto in cotone 100%.

 Posted by at 11:03
Apr 182013
 

Earth Hour 2013
Oasi WWF Lago di Campolattaro
LUCE DI STELLE

Sabato 23 marzo
ore 20.00 Ritrovo Centro Visite

WORKSHOP DI FOTOGRAFIA “Star Trails”
a cura di Giulio Martino – Fotografo dell’associazione Lerka Minerka

PERCORSO NATURA “La vita dell’Oasi di notte”
a cura del WWF Sannio

ore 22.00 Proiezione foto e buff‑et del territorio


Lo “Star trails” (letteralmente sentieri delle stelle) è un tipo di fotografi­a a lunga esposizione volta a catturare il moto apparente delle stelle nel cielo notturno dovuta alla rotazione della Terra sul suo asse.
Il workshop prevede una fase teorica, una di ripresa e una di
elaborazione al PC. Si può partecipare al workshop con propria
attrezzatura ma si può assistere anche da semplice spettatore.


Info workshop:
Giulio Martino
cell. 347.6514630

Programma
http://www.lerkaminerka.com/temp/hearth_hour_2013.pdf

 


Ecco alcuni scatti fatti durante la serata.

 

 

 

 

 

 Posted by at 11:10
Ott 092012
 

L’associazione Lerka Minerka
in collaborazione con la Pro-loco di Arpaise e MICOnatura
organizza, in occasione della sagra della castagna, la

“Giornata Micologica”

Sabato 13 ottobre 2012
Arpaise (BN) fraz. Russi

Escursione alla ricerca dei funghi
e Mostra micologica

programma:
Ore 8.30 raduno davanti al municipio di Arpaise.
Ore 9.00 partenza per i boschi limitrofi.
Ore 13.00 colazione a sacco (a carico dei partecipanti).
Ore 16.00 consegna dei funghi presso lo stand, determinazione delle specie e installazione della mostra micologica che resterà aperta tutta la serata.
Ore 20.00 apertura mostra.

I partecipanti saranno seguiti da esperti micologi.

La partecipazione è gratuita. Colazione a sacco.

Si porta a conosenza dei partecipanti che la raccolta dei funghi in Campania è disciplinata dalla LEGGE REGIONALE N. 8 DEL 24 LUGLIO 2007.

per info:
Associazione Lerka Minerka
www.lerkaminerka.com
www.miconatura.it
Giulio Martino 3476514630

 

 Posted by at 19:59
Ago 132012
 

Il Diavolo di Tufara è un rito propiziatorio legato all’arrivo della primavera. Si svolge a Tufara, un piccolissimo e accogliente paesino nella privincia di Campobasso al confine con la Puglie e la Campania.

Nel primo pomeriggio del martedì grasso cominciano cortei e sfilate di personaggi per le vie dele paese. Il più importante è sicuramente “il Diavolo” vestito da una pelle di capra e una maschera nera di cuoio. E’ accompagnato da altri personaggi, due che simboleggiano “la morte” vestiti di bianco e due “scudieri” che lo tengono incatenato. Si formano diverse squadre che girano per il paese dando via ad un rito che vede la morte con delle falci simulare il raccolto, seguito dal diavolo che si batte energicamente a terra trattenuto dagli scudieri. La pantomima finisce all’ombra del castello dove i giudici del tribunale del popolo dopo un processo condannano carnevale, un fantoccio di paglia, che poi viene scaraventato dalle mura del castello. Il diavolo lo raccoglie e dopo un altra corsa lo scaraventa nel dirupo ai piedi del paese.

il diavolodi tufara

 Posted by at 17:09