Lug 302014
 

Piccola gola sul Vallone Recupo nel comune di Petruro Irpino (AV) le Grotte di Recupo nascondono angoli suggestivi di rara bellezza.
Tipico esempio di ecosistema delle zone umide, con tantissime specie vegetali, animali e fungine.
Risorgenze d’acqua sulle pareti laterali hanno permesso la formazione di piccole stalattiti e stalagmiti dalle forme più svariate e la crescita di diverse specie di felci.


 Posted by at 10:33
Mag 212014
 

Sciamatura nel mio orto. Un forte ronzio, alzo la testa: un invasione. Prima un po’ di paura ma poi mi rendo conto che sono amiche in cerca di casa…

altre info su sciamatura da wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sciamatura

qualche scatto:

Ago 262013
 

L’orto sinergico è un “nuovo” modo di coltivazione. Si basa su studi messi a punto dall’agronomo-botanico-filosofo giapponese Masanobu Fukuoka e in seguito messi in pratica dall’agricoltrice spagnola Emilia Hazelip.

L’idea di fondo di Fukuoka è quella di non fare nulla, cioè lasciare alla natura il normale ciclo biologico. Mentre le piante crescono, sotto terra si crea un altrettanto mondo formato ma microrganismi, funghi, batteri che si nutrono degli essudati radicali delle piante e rilasciano le proprie deiezioni, sostanze utilissime all’agricoltura. Le stesse piante a fine ciclo andando in decomposizione producono sostanze nutritive per le altre. Nell’agricoltura sinergica è il suolo stesso che cura la sua fertilità e ne migliora la qualità. Poi c’è la pacciamatura fatta di paglia o altri scarti naturali che aiutano il terreno a non indurirsi con la siccità, a mantenerne la giusta umidità, a non dilavarlo con le piogge abbondanti e con la propria decomposizione a creare humus. Un sistema di irrigazione a goccia e la pacciamatura fanno si che non si sprechi acqua. L’orto, una volta impiantato, non va zappato né arato per non distruggere il mondo sommerso e si continua a piantare senza modificare nulla. Consiglio di creare dei bancali leggermente più alti per evitare di passare nella zona coltivata e quindi dividerla dalla zona di passaggio.
Non si richiede uso di pesticidi, fertilizzanti ma sono le stesse piante consociate tra di loro ad aiutarsi nelle crescita e nel tenere lontano i vari predatori. Indispensabile è l’utilizzo di almeno tre tipi di colture: liliacee per tenere lontano i batteri, leguminose per fissare l’azoto e infine ortaggi e verdure. Molto utili risultano anche piante officinali e fiori come la calendula e le consociazione tra diverse specie di piante. Le erbe spontanee non vanno estirpate ma solo sfoltite se infestanti. Ci vuole un po’ di impegno solo iniziale per allestire l’impianto ma una volta avviato  bisogna solo piantare e raccogliere. Importante è tenere sempre l’orto attivo piantando contemporaneamente alla raccolta di altri prodotti. Il risultato è ben visibile e “assaporabile”, anche se i prodotti non raggiungono grandi dimensioni e quantitativi.

In rete si trovano molte guide e siti dedicati a questa tecnica, io mi limito a portare un ulteriore testimonianza a questa agricoltura naturale.

Buone semine a tutti!

 

 

 Posted by at 13:09
Ago 022013
 

Un percorso di turismo rurale.

Mostra fotografica 8-18 Agosto 2013. Salone del Municipio Arpaise (BN)

“Non abbiamo ereditato il mondo dai nostri padri, l’abbiamo preso in prestito dai nostri figli”.
(Proverbio Masai)

percorsovitarurale
La mia generazione sta vivendo un momento di cambiamento. Un cambiamento che guarda in avanti ma che cerca di recuperare molto dal passato. È un percorso a ritroso, un passo “indietro”. Per anni abbiamo vissuto nell’idea che l’industria, la “cementificazione”, la velocità fossero chiari segni di progresso e di benessere. Abbiamo creduto che per essere felici bisognava essere ricchi, produrre reddito, lavorare tanto anche se questo voleva dire non avere tempo per curare le proprie passioni e le persone che amiamo. In nome di questo presunto progresso, di questa sbagliata concezione della  modernità abbiamo fatto danni irreparabili ai nostri  territori, irrispettosi di chi sarebbe venuto dopo di noi. Oggi si sta lentamente  prendendo coscienza che tutto quello che abbiamo buttato via in questi anni va recuperato e pure in fretta. Lentamente c’è un ritorno alla vita rurale, alle radici culturali e sociali dei nostri territori, quelle che un tempo ci procuravano vergogna e imbarazzo. Si riscopre il vivere lento, il piacere di camminare in campagna solo per osservare e sentire gli odori; si ritrova la voglia di fare quattro chiacchiere tra amici e magari non limitarsi a “chattare”; si comincia a pensare che si può vivere degnamente con poco. Accontentarsi di essere un piccolo artigiano e non un grande imprenditore. C’è una riscoperta dell’agricoltura biologica, dei cibi sani e delle tradizioni. Stiamo assistendo a una presa di coscienza che il modo di vivere improntato allo sfruttamento e alla produttività esasperata non poteva e non può andare avanti a lungo.
Il territorio di Arpaise si presta bene a questo cambiamento di rotta in virtù del quasi nullo sviluppo industriale, della scarsa antropizzazione, del persistente rapporto di socializzazione tra le persone, che qui non si è mai perso.
Girando per le mulattiere e i boschi del paese si possono ancora osservare animaletti selvatici, scoprire orchidee selvatiche, raccogliere funghi, erbe spontanee, frutti di bosco, ecc. Nel paese vivono molto più persone anziane che giovani ma questo non deve essere visto come un fatto negativo: essi sono la nostra memoria storica, sono coloro che devono tramandarci le tradizioni, quelli che ci hanno prestato il pianeta che dovremo restituire ai nostri successori.
Questa raccolta di foto mostra vari angoli del territorio, vari momenti. Pezzi di natura, di storia, di religione, di tradizioni, visti con un occhio diverso, un po’ più attento, più predisposto a percepire la bellezza semplice e grandiosa della natura. Un invito a percorrere i sentieri del paese e soprattutto ad “aprire gli occhi”, perchè solo uno sguardo attento può vedere la bellezza nella semplicità della vita rurale.
                                                                                                                                          Giulio Martino

Tutte le opere sono state realizzate con sistemi digitali e stampati con inchiostri a pigmenti in modalità Fine Art su supporto in cotone 100%.

 Posted by at 11:03
Apr 262013
 

Tritone crestato italiano – Triturus carnifex.

Altro tritone dei nostri territori non molto comune.  Il Tritone crtestato italiano si differenzia principalmente dal Tritone italico (Lissotriton italicus) per la presenza di una bellissima cresta sul dorso, dalle dimensioni maggiori (fino a 18cm) e per la presenza sia sul dorso che sulla pancia  di macchie scure. Sulla pancia le macchie contrastano col colore giallo-arancio del fondo.
Ecco alcune foto di esemplari ritrovati in zona Lagospino tra i territori di Morcone e Pontelandolfo.

 Posted by at 17:00
Apr 122013
 

Lissotriton italicus (Peracca, 1898)
Tritone italico; Italian newt

Ecco un’altro inaspettato incontro. Il Tritone italico è un anfibio abbastanza raro ma non impossibile da trovare,  non mi aspettavo di ritrovarmelo proprio a un chilometro da casa. E’ diffuso in tutto il centro-sud fino alla Calabria.
Lo riconosciamo principalmente dalla dimensione piccola, non supera i 10cm, e l’assenza del dorso crestato.
I  miei amici abitano in uno stagno piccolissimo, in tre metri quadrati ne ho avvistati almeno una decina.
Sono molto docili e si lasciano fotografare ma l’acqua stagnante è abbastanza sporca quindi le immagini non sono nitide.
Magari ci ritorno e vedo se vogliono un book in ambiente asciutto 🙂
Alla prossima,
Giulio

 Posted by at 19:45
Apr 102013
 

Vipera o “serpognola”?

Vipera aspis, Linnaeus, 1758

 

Ecco il mio incontro “faccia a faccia” con la vipera comune (Vipera aspis).
Aspettavo questo momento da un bel po’ e devo dire che si stava verificando nel peggiore dei modi possibili.
Ero alla ricerca degli asparagi, attività molto frequente in questo periodo, e camminavo guardando a destra e sinistra. All’improvviso lungo la mia traiettoria vedo una cosa strana. Mi fermo. Asp..(ide)!!! E’ proprio lei la vipera comune (Vipera aspis). La tonalità non è indicativa per determinarla ma il nasino all’insù, la testolina triangolare e la pupilla verticale non lasciano dubbi.
Mhhh!!! Altri due passi e l’avrei calpestata.
Dopo un po’ di batticuore mi faccio coraggio e caccio la mia arma – si, esco sempre armato quando vado nei boschi. Spero che la mia “G10 semi-automatica” non mi faccia uno brutto scherzo, ultimamente sta perdendo qualche colpo. Armo e via, comincio a scattare, da lontano ma poi mi sono detto “non è che la si incontra tutti i giorni!”. Mi avvicino… Paura? pochino…
Devo dire che il mio cliente non è molto propenso a farsi fotografare ma nemmeno mi intima di andarmene.
Certo gli chiedo di mettersi in posa e qui ha qualche piccolo sbuffo di stizza…
Ok ok “come non detto!” Mi avvicino a meno di un metro, ci riprovo a farla mettere in posa e stavolta si gira ma giusto per un paio di scatti, sono a meno di un metro da lei. Poi decide che basta così, scadono i miei 3 minuti di bonus e ognuno per la sua via, lei rintana e io ritorno alla mia attività carico di adrenalina e di asparagi..

Giulio Martino

(Serpognola è il termine utilizzato da un signore del mio paese per indicare un qualunque serpente che non sia una vipera.)
____________________________________________________________________________

Tutto sommato, tutta questa pericolosità o questo timore, non l’ho avvertito. Sarà che effettivamente è un animale non violento, mooolto tranquillo e non attacca nessuno se non qualche piccola preda per cibarsene.
Gli incidenti si  verificano  ma sono molto rari e bisogna calpestarli per essere morsi o mettere una mano nel posto sbagliato.
Inoltre,  sembrerebbe nemmeno tanto pericoloso il suo veleno ed è difficile morire per un morso di vipera, basta non farsi prendere dal panico e correre in ospedale. Il pericolo sta nel quantitativo di veleno iniettato. Oggi si evita anche il siero antivipera, almeno nei casi meno gravi, perchè potrebbe portare a casi più seri (shock anafilattico). Importante è prestare un po’ di attenzione per evitare spiacevoli incidenti.

 Posted by at 17:28
Feb 212013
 

Myxarium nucleatum Wallr.

E’ un fungo gelatinoso  di colore biancastro. Cresce in inverno su ceppi di latifoglia morti, preferibilmente faggio. Appartiene ai fragmobasiodiomiceti, cioè basidiomiceti che presentano basidi settati. Lo si può confondere facilmente con una Tremella ma quest’ultima presentano spore sferiche mentre nel nostro fungo le spore sono allantoidi. Molto importante quindi la microscopia per determinare questo fungo. Le spore dell’esemplare ritrovato misurano in media 13.4 x 5.1 µm. I basidi, sferoidali, misurano 12.5 x 11 µm, quelli immaturi presentano un grosso giunta a fibia che poi non ritroviamo nel basidio maturo. Gli sterigmi sono lunghi fino 25-26 µm. Le ife, gelificate e con microgranuli, presentano giunti a fibia.

  • Synonimi:
    Tremella albida
    Myxarium hyalinum
    Tremella nucleata
    Naematelia nucleata
    Exidia nucleata
    Tremella gemmata
    Naematelia gemmata
    Exidia gemmata
    Naematelia atrata
    Myxarium atratum
    Exidia beardsleei
    Exidia alboglobosa
    Exidia tremelloides
    Myxarium tremelloides

  •  Posted by at 10:23
    Ott 192012
     

    A prima vista sembrav uno Xerocomus chrysenteron ma vado per raccoglierlo e ne viene attaccato un bel pezzo di legno di faggio marcio..

    E ora un po’ di studio per vedere di cosa si tratta..

     Posted by at 19:12
    Ott 092012
     

    L’associazione Lerka Minerka
    in collaborazione con la Pro-loco di Arpaise e MICOnatura
    organizza, in occasione della sagra della castagna, la

    “Giornata Micologica”

    Sabato 13 ottobre 2012
    Arpaise (BN) fraz. Russi

    Escursione alla ricerca dei funghi
    e Mostra micologica

    programma:
    Ore 8.30 raduno davanti al municipio di Arpaise.
    Ore 9.00 partenza per i boschi limitrofi.
    Ore 13.00 colazione a sacco (a carico dei partecipanti).
    Ore 16.00 consegna dei funghi presso lo stand, determinazione delle specie e installazione della mostra micologica che resterà aperta tutta la serata.
    Ore 20.00 apertura mostra.

    I partecipanti saranno seguiti da esperti micologi.

    La partecipazione è gratuita. Colazione a sacco.

    Si porta a conosenza dei partecipanti che la raccolta dei funghi in Campania è disciplinata dalla LEGGE REGIONALE N. 8 DEL 24 LUGLIO 2007.

    per info:
    Associazione Lerka Minerka
    www.lerkaminerka.com
    www.miconatura.it
    Giulio Martino 3476514630

     

     Posted by at 19:59